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PER LA DEMOCRAZIA VERA


Diario


3 settembre 2009

PRODI: ABBIAMO SBAGLIATO TUTTO

 

Vediamo se possiamo mettere insieme un progetto di riforma della società che non dia per scontati i pilastri sui quali oggi si regge il capitalismo”. L’Altro online, 19 agosto 2009

Diciotto mesi dopo la sua caduta in Senato, e cioè 18 mesi dopo la fine del centrosinistra (dell'Unione, dell'Ulivo e tutto il resto) Romano Prodi ha scritto un articolo, molto importante, per il Messaggero e ha demolito le basi politiche del suo governo e del centrosinistra. Anzi ha fatto di più: ha demolito l'intera esperienza di centrosinistra sul piano europeo e forse mondiale. E ha affermato, con grande nettezza, che è necessario, ai riformisti, cambiare del tutto strada, azzerare l'idea dei compromessi con le politiche moderate, sfidare lo stesso elettorato e prepararsi a progettare una società nuova che modifichi sostanzialmente il capitalismo e la vecchia idea di società di mercato.

L'articolo di Pordi è uscito il giorno di Ferragosto ed è passato abbastanza inosservato, ma è una vera e propia bomba, sul piano politico. Se qualcuno leggesse quell'articolo senza conoscerne l'autore, e poi gli fosse chiesto a bruciapelo: "chi l'ha scritto? , risponderebbe a colpo sicuro: Bertinotti. Non penserebbe mai che invece l'autore di una critica così feroce sia proprio il leader che guidò quella esperienza, sia nella sua prima fase, dal 1996 al 1998, sia nel tratto finale, dopo le elezioni del 2006 fino alla sconfitta definitiva del febbraio 2008.
L'articolo sul Messaggero è molto significativo proprio perché è di Prodi, ed è molto interessante perché mette in discussione tutto, ma proprio tutto quello che il cosiddetto riformismo ha fatto in questi 13 anni. Mette in discussione persino la parola, la parola riformismo, contestando l'ipotesi che il riformismo abbia tentato di compiere delle riforme. No, dice Prodi, da quando è nato, e cioè subito dopo la caduta del governo Thatcher in Gran Bretagna (poco dopo il ritiro di Reagan e la sconfitta di Bush padre negli Stati Uniti) il centrosinistra europeo "ha preso decisioni che non si discostavano da quelle precedenti, sul dominio assoluto dei mercati, sul peggioramento nella distribuzione dei redditi, sulle politiche europee, sul grande problema della pace e della guerra, sui diritti dei cittadini e sulle politiche fiscali...". A pagina 4 pubblichiamo integralmente l'articolo di Prodi. Comunque la sostanza è questa. E forse la parte più interessante dell'articolo è la parte finale, nella quale Prodi incita le forze politiche che si richiamano al centrosinistra o al riformismo a gettare via tutta l'eredità del passato e a ricominciare da capo a progettare una società diversa da quella attuale. Anche a costo di di dover rinunciare a una parte del proprio elettorato e di dover cercare nuovi pezzi di elettorati in settori nuovi della società.

Cosa dice, in sostanza, Prodi? Quello che da un po' di tempo cercano di dire gli esponenti più "illuminati" (per usare la vecchia terminologia politica) della sinistra. Azzeriamo e proviamo a ricostruire una nuova sinistra, non più divisa tra moderati e radicali e non più costretta a schiacciarsi sul centro o addirittura sulla destra. E neppure - viceversa - a invocare ogni piè sospinto la sua purezza rivoluzionaria. Facciamo saltare le vecchie barriere politiche, azzeriamo i vecchi campi degli schieramenti e delle vecchie correnti, e vediamo se possiamo mettere insieme un progetto di riforma della società che non dia per scontati i pilastri sui quali oggi si regge il capitalismo. Cioè la dittatura del mercato e il valore-competitività.

Naturalmente si può rispondere a Prodi anche con stizza. Non è stato forse lui a guidare l'esperienza, che oggi tratta persino con qualche derisione, del cosiddetto "Ulivo mondiale"? E dunque non pensa di avere qualche responsabilità nel suo fallimento, e di dover dire che aveva torto quando respingeva con sdegno le osservazioni che gli venivano da sinistra, sulla riforma del welfare, ad esempio, o sulla guerra, o sulla mancanza di strategia e di progetto del suo governo?

Però, diciamoci la verità, è abbastanza difficile trovare tra i dirigenti dei vari partiti di sinistra e di centrosinistra qualcuno che sia senza colpe, privo di responsabilità per la sconfitta. E allora, magari, possiamo anche dirci: chissenefrega, oggi, della ricerca dei colpevoli o dei "più colpevoli". E' l'ora forse, di interrompere il processo ai responsabili e le accuse reciproche. E persino è l'ora di sospendere la tiritera sulla necessità di una nuova generazione dirigente, e sull'accantonamento dei vecchi eccetera eccetera. Se c'è una nuova generazione dirigente, benissimo, facciamogli spazio. Ma non stiamo a trasformare il rinnovamento politico in un controllo delle carte d'identità e della nate di nascita, piuttosto prendiamo per buona l'analisi di Prodi e vediamo se ci sono le forze sufficienti per rifondare un centrosinistra che rinunci alle attrazioni fatali verso Berlusconi ( il moderatismo veltroniano ) e si proponga non come pura e semplice forza di governo, ma come forza di governo del cambiamento, e cioè di un progetto politico che porti ad un ridimensionamento del mercato, a una fortissima riduzione delle differenze sociali, e ad un netto innalzamento delle libertà


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21 febbraio 2009

Walter, il dialogatore, se ne va

Walter è una brava persona, ma non è adatto a fare il segretario di un grosso partito.
Ha impostato la sua politica cercando sempre il dialogo con Berlusconi.
Quando Berlusconi aveva bisogno, era prontissimo a dialogare, per ottenere i suoi scopi, che tutti sappiamo. Dopo aver tanto dialogato ed avere avuto tre reti tv, in cambio di qualche regalo o concessione, il dialogo gli era sempre meno necessario.
Ogni tanto tornava a dialogare per avere qualcos'altro: il permesso di entrare in Parlamento, nonostante una legge vietasse l'elezioni ai concessionari di beni pubblici, agli editori, ai grossi industriali. Era la famosa legge del 1957, n° 361, che puntualmente, con il dialogo, hanno reso inutile. Tanto la democrazia non conta niente, di fronte al dialogo ben compensato.
Dialogando ottenne che durante i referendum sulle tv, l'"Ulivo di allora" di Prodi e compagni, non intervenisse per aprire gli occhi sul pericolo di un Presidente  grosso e ricco editore.Berlusconi era un bravo dialogatore, conosceva i suoi polli, ed era  pronto a sovvenzionare ora questo ora quello e promettere eterna riconoscenza
L'ingenuo Walter credeva di poter dialogare ancora, anche con un Berlusconi forte di una maggioranza di oltre 100 deputati in più dell'opposizione..
Invece, nonostante le sue continue e pressanti richieste, ebbe sbattuta la porta in faccia.
Berlusconi, per farsi il lodo Alfano non aveva bisogno di Walter, o D'Alema.
Walter, provò a cambiare politica, ma ormai aveva perso la faccia con i suoi elettori .Non aveva nemmeno raccolto le firme contro il lodo Alfano!
Ormai era spiazzato e fu una sconfitta dopo l'altra, fino alle elezioni in Sardegna.
Tutti, eccetto qualche amico, lo criticavano, e così mise fine alla sua opera.
Ora pensa all'Africa. Con stipendio e pensione, può andare sul posto a donare in prima persona,
la pensione, ricavata dalle sudate tasse dei lavoratori italiani.
Tanto gli resta lo stipendio che è già doppio rispetto a quelli europei.
Coraggio Walter: non soffrirai.




28 agosto 2008

DALLO STUPRO CI SI PUO' DIFENDERE ?

 

 

LA MIA AMICA CARISSIMA, E FEDELE LETTRICE Prof. GIULIA MESSORI MI CHIEDE QUALE E' IL COMPORTAMENTO DA ADOTTARE NELL'INFELICISSIMA IPOTESI DI ESSERE VITTIMA DI UN "PREDATORE SESSUALE" ( nel quesito fa esplicito riferimento al caso dei due olandesi a Roma e della psicologa tedesca a Torre Annunziata -vedi precedente post n. 1138). NON CHIEDE COME PREVENIRE, QUALI COMPORTAMENTI PRUDENZIALI ADOTTARE, ecc... MA, SPECIFICATAMENTE, COME DIFENDERSI QUANDO SEI "A TU PER TU" CON IL TUO CARNEFICE.
La risposta è complessa, come direbbero quelli intelligenti, ma non per questo voglio sottrarmi. Nel caso di ROMA non c'era nulla da fare. I due PREDATORI prima hanno tramortito a randellate i coniugi, poi hanno abusato della Signora di 52 anni quando questa (con la mandibola fratturata in più punti, trauma cranico, ecc... ) non era più in grado di opporre la minima resistenza .
DIVERSO IL DRAMMA DI NAPOLI.
LA COLLEGA TEDESCA CONOSCEVA IDONEE CONDOTTE ATTE A "DEMOTIVARE" I CRIMINALI AGGRESSORI.... MA NON PARLAVA ITALIANO...

RISPONDENDO ORA AL QUESITO IN TERMINI PIU' GENERALI VA RICORDATO CHE:
in caso di aggressione a scopo di stupro o di violenza sessuale( atti di libidine violenta, ecc… come si diceva una volta) la strategia migliore, secondo me - e lo dico dopo aver studiato centinaia di casi di stupro- è quella di convincere l’aggressore a parlare di sé, facendo così leva sul suo narcisismo, e facendo in modo che la “PREDA” diventi per lui una persona reale, piuttosto che un OGGETTO SESSUALIZZATO. Ciò posto, conviene, qui di seguito, sintetizzare le possibili strategie difensive in caso di violenza sessuale:

1) CERCARE DI STABILIRE UN RAPPORTO VERBALE CON L’AGGRESSORE

se non funziona

2) LA “PREDA” DEVE PRENDERE IMMEDIATAMENTE L'OFFENSIVA E ATTACCARE L'AGGRESSORE CON AGGRESSIVITA’ FISICA MODERATA

se non funziona

3) PROVARE A CALMARE LA RABBIA DELL'AGGRESSORE, FACENDOLO CONVERSARE E FINGERE UNA DISPONIBILITA’ ALLA RELAZIONE, MENTRE SI PREPARA LA SITUAZIONE PER LA FUGA

se non funziona

4) METTERE IN ATTO IL CONFRONTO VIOLENTO E CONDURRE OGNI AZIONE ESCLUSIVAMENTE CON I PROPRI MEZZI PER RENDERE INCAPACE

L' AGGRESSORE ED EVITARE LA VIOLENZA

psicologiaforense

 da: psicologiaforense
TRATTO DA psicologiaforense in quanto ritengo sia molto utile


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23 agosto 2008

SICUREZZA

 

Turista violentata a Roma

Lei e il compagno rapinati e picchiati. Sono stati ricoverati

(ANSA) - ROMA, 23 AGO - Una turista olandese,52 anni, e' stata violentata da alcune persone, forse straniere, che hanno anche rapinato e picchiato lei e il compagno. L'aggressione e' avvenuta in una zona isolata di via Portuense, nei pressi di Ponte Galeria. I due turisti,in giro per l 'Europa con bici e tenda, si sarebbero accampati nella zona perche' molto stanchi. Poco dopo la loro tenda e' stata circondata da tre o quattro persone. La coppia, soccorsa dai carabinieri, sono stati ricoverati. Non mi pare che ci sia una sicurrezza migliore di prima, per i cittadini. L'UNICO A ESSERE PIù SICURO è BERLUSCONI: NON PUO' ESSERE PROCESSATO! IL REFERENDUM PER ABROGARE IL LODO ALFANO,PROBABILMENTE NON SI FARA' , GRAZIE A VELTRONI. CHE SIA IL PREZZO DA PAGARE PER L'ELEZIONE DI NAPOLITANO A PRESIDENTE?


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1 agosto 2008

L'arte della disinformazione da De Magistris e Forleo aspettando il Caso Abruzzo

 

 

"C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria, anzi d’antico", diceva Tito Livio, poi ripreso da Pascoli. Valeva allora e vale ora, con riferimento a quel che può accadere e che temo possa accadere anche ai magistrati della Procura di Pescara che si stanno occupando dello scandalo Sanità nella Regione Abruzzo.

La storia giudiziaria, anzi, le "storie giudiziarie" - perché sono almeno due - che i magistrati pescaresi stanno cercando di ricostruire sono oramai note.
La prima ipotesi accusatoria, ancora nella fase embrionale, riguarderebbe una storia di possibili "tangenti" che sarebbero girate sotto l’ombrello protettore della maggioranza di centrodestra della passata legislatura in occasione della "cartolarizzazione del debito pubblico regionale". Si parla in parole povere di un prestito bancario a lungo termine con tassi di interesse tali da permettere poi il "ritorno" di parte degli interessi alla politica locale o, meglio, ai "maneggioni" che gravitavano intorno ad essa.

La seconda ipotesi accusatoria, più attuale, riguarda una girandola di "mazzette" che sarebbero state pagate a seguito della distribuzione delle risorse sanitarie ad alcuni imprenditori della sanità abruzzese, primo fra tutti tale Angelini che ora è diventato la "gola profonda" della Procura e sta raccontando fatti e misfatti che si sono verificati sotto la direzione della Giunta regionale abruzzese, ora a maggioranza di centrosinistra, e che ha portato in carcere anche l’attuale Presidente Ottaviano Del Turco.

Fin qui la "storia", di cui i "mezzi di informazione" dovrebbero appunto "informare" l’opinione pubblica man mano che i magistrati ricostruiscono il mosaico ed il segreto istruttorio cessa di essere tale.
Senonché ho il sentore che - anche questa volta - fra un po’ si comincerà più a parlare delle "pulci" da fare a questo o quel magistrato che sta svolgendo le indagini che delle "porcherie penali" commesse da chi ha abusato del suo ruolo per arricchirsi personalmente alle spalle del contribuente.

Appunto, come dicevamo all’inizio: nulla di nuovo sotto il sole. Una storia già vista e rivista mille volte. Una tecnica collaudata. Accadde anche a me ai tempi di Mani Pulite e, più recentemente, ne sono rimaste vittime De Magistris e Forleo. Anche loro "colpiti" proprio nel mentre stavano sviluppando importanti inchieste relative a collusioni fra affari e politica.
Come avviene - e come potrà avvenire anche per i P.M. di Pescara - la delegittimazione è semplice ma terribilmente efficace: si cominciano a riferire fatti privati di qualcuno dei magistrati inquirenti, si amplificano grazie ad una stampa amica, si comincia a mischiare il "vero" con il "verosimile", si ipotizzano "collegamenti" inesistenti ma "possibili", si sposta l’attenzione dal filone principale a quello secondario, si va a "ravanare" nei ruoli e nelle attività di parenti ed amici degli inquirenti, qualche "anonimo" qua e là e, soprattutto, qualche interrogazione parlamentare ben pilotata e ben pubblicizzata chiuderanno il cerchio, tanto, in Parlamento si può anche diffamare ma non si risponde mai del reato.

Alla fine i ritagli di giornali – magari contenenti anche qualche intervista ben confezionata a qualche personaggio locale in cerca d’autore - saranno mandati da qualche manina ad altra Procura e agli organi disciplina del CSM che giustamente devono aprire un fascicolo, anche per non far vedere che si vuole proteggere i propri simili.
Parte insomma la "fabbrica dei dossier" e per il malcapitato di turno non c’è niente più da fare: da cacciatore diventa preda. Dovrà fermarsi con le indagini che stava svolgendo per trovare il tempo e il modo di difendersi dagli attacchi.

Certo, alla fine, se gli va bene potrà pure riuscire a dimostrare l’infondatezza dei dossier ma intanto la "causa principale", quella che il PM "testardo" stava svolgendo, si è fermata. D’altronde ciò è proprio il risultato che i "mandanti" del dossieraggio volevano e vogliono.
Già, ma chi erano e chi sono costoro? Sempre quelli. Ancora tutti da decifrare e mettere a fuoco, muovendosi essi nell’ombra e come "ombre", ma certamente uniti da un unico comun denominatore: il dossieraggio e la delegittimazione scatta ed ha la forza di raggiungere il risultato ogni qualvolta il lavoro dei magistrati è "trasversale", a 360 gradi, e tocca entrambi gli schieramenti politici di destra e di sinistra. Appunto come il "caso Abruzzo" o come lo sono state le varie inchieste portate avanti da Clementina Forleo, da De Magistris e tanti anni addietro pure da me con l’inchiesta Mani Pulite.

Allora, e solo allora, si registra uno strano connubio di "convergenze politiche di autotutela", del riconoscimento reciproco sbandierato ai quattro venti, di "pizzini" di solidarietà ai carcerati di turno, descritti sempre più come vittime e non come indiziati di gravi reati da mezzi di informazione accondiscendenti. A queste prime manifestazioni seguono poi le maldicenze su questo o quel magistrato, gli allarmismi esagerati ed esasperati, i dubbi che vengono "cacofonati" nell’opinione pubblica. Infine, l’attacco frontale, scontato anch’esso nel suo monotono cliché: è tutta una montatura politica voluta dal "partito dei giudici", è un attentato alla democrazia, bisogna fermare la magistratura militante, si devono allontanare i responsabili. Tutto all’insegna di un motto antico ma sempre valido, ribadito in questa legislatura da un noto esponente di Governo: bisogna colpirne uno per educarne cento.

"E le stelle stanno a guardare", ammoniva Cronin.


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25 luglio 2008

UNA LUNGA STORIA DI INCIUCI E LEGGI AD PERSONAM

 

 

È il 1984, anno cruciale che sarà a lungo ricordato nella storia d’Italia. Il premier Bettino Craxi, con un decreto legge permette alle televisioni di Silvio Berlusconi di continuare la loro attività, aggirando il divieto per le tv locali di trasmettere a livello nazionale. È l’inizio di una pagina di storia attualissima ancora oggi, fatta di leggi ad personam, conflitto di interessi, televisioni che trasmettono violando leggi e sentenze. L’inizio dell’ “immortalità” politica e economica di Berlusconi. Da questo momento in poi si correrà in soccorso delle tv di Berlusconi ogni qualvolta la Corte Costituzionale, la Corte Europea, ecc… cercheranno di far valere le norme che regolano il mercato televisivo e il pluralismo.

In quello stesso anno Walter Veltroni è responsabile Comunicazioni di massa del PCI. Da questo curioso riscontro Michele De Lucia ha preso spunto per scrivere il suo “Il baratto. Il Pci e le televisioni. Le intese e gli scambi tra il comunista Veltroni e l'affarista Berlusconi negli anni Ottanta” (Kaos, 2008). Davanti al fasullo oscuramento delle proprie reti da parte di Berlusconi (gli schermi furono oscurati non per ordine dei pretori ma per scelta aziendale), Veltroni dichiarò « Ci sono poi anche le abitudini degli utenti, consolidate in anni di utenza televisiva, che non possono essere ignorate». Dopo il cosiddetto “decreto Berlusconi”, il Partito comunista gridò allo scandalo, ma al momento della conversione in legge garantì il numero legale, rinunciando all’ostruzionismo nonostante la scadenza del decreto a poche ore dalla discussione parlamentare che avvenne in aula il 4 febbraio del 1985. Il perché di questa scelta del PCI è molto semplice. Per il PCI queste nuove norme aprivano la porta dell’occupazione di Rai Tre, la possibilità di sedersi al tavolo della lottizzazione. Ma, appunto, il baratto del 1984 è solo l’inizio. De Lucia ripercorre il fitto dialogo che si instaura negli anni successivi tra Veltroni e Berlusconi. A partire dalla Festa dell’Unità di Milano del 1986, in cui Veltroni definisce Berlusconi una vittima della Dc e del Partito socialista, per essersi sottoposto al loro padrinato politico. Due anni dopo inizia la discussione su quella che nel 1990 sarà la Legge Mammì. In questa occasione, in un’audizione alla Commissione cultura alla Camera, Veltroni si rivolge a Berlusconi in questi termini: «Intendo rivolgere a Berlusconi due complimenti sinceri, di stima. Il primo per la sua capacità di imprenditore che è riuscito a "inventare" un settore. Il secondo complimento va alla sua capacità di aver imposto, attraverso un alto grado di egemonia, i tempi della decisione politica in un settore così delicato come quello nel quale opera». Segue a ruota una nuova legge ad personam, la Legge Mammì, piegata alle esigenze della committenza normativa. Poi la discesa in campo, nonostante le leggi risalenti agli anni Cinquanta vietassero a un detentore di concessioni statali di ricoprire cariche pubbliche. Ma Berlusconi poté presentarsi senza alcun problema alle elezioni nel 1994 e poi nel 1996, poiché in entrambi i casi la Giunta per le elezioni dà via libera alla sua eleggibilità.

Altro passo verso la sicurezza delle tv di Berlusconi e verso un radioso successo politico, è la vittoria de L’Ulivo alla politiche del 1996. Nei tre governi di centro-sinistra che seguiranno vedranno la vita la Legge Maccanico (così pericolosa per il Partito di Berlusconi che i suoi parlamentari si asterranno dalla votazione), il referendum sulle televisioni (e i tentativi di D’Alema di trovare un accordo con Berlusconi per evitarlo), le prime sentenze sul caso di Europa 7. Proprio in questo periodo, inoltre, Berlusconi, riesce a superare la grave crisi di Fininvest portando la sua azienda in borsa con il benestare di D’Alema. Presidente della Commissione speciale per il riordino del sistema radiotelevisivo era l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. De Lucia ricorda questo ruolo ricoperto da Napolitano per raccontare la vicenda della rivista della corrente migliorista del PCI, “Il moderno”, che, come testimoniano le riproduzioni all’interno del libro, ospitava numerose pagine di pubblicità pagate da Berlusconi.

A partire dal 2001, poi, le leggi ad personam, non saranno più commissionate da Berlusconi, che si troverà a ricoprire il fortunato ruolo di committente e realizzatore della committenza. Il suo secondo governo partorirà la Legge Gasparri, gli editti bulgari, la legge sul conflitto di interessi firmata Frattini, mentre il nuovo governo Berlusconi si è già occupato di televisione con il cosiddetto “Salva Rete4”. A legare passato e presente, la farsa della Riforma Gentiloni, evidentemente creata dal centro-sinistra senza nessuna volontà di trasformarla in una legge.

Michele De Lucia accompagna la sua ricerca con un’enorme mole di documenti, sia capillarmente citati nel testo, sia nell’approfondita appendice. Ancora una volta un libro così scomodo e importante per capire il nostro paese, non nasce da uno scoop o da nuove scoperte. Vengono utilizzati documenti già pubblicati, De Lucia compie un’operazione di cronaca, mette insieme fatti. E grazie a questo sistema rileva anche la storia che si ripete. Il copione del dibattito degli ultimi giorni sul “decreto salva Rete4” è stato riscritto sulla falsa riga della votazione del “decreto Berlusconi” degli anni Ottanta. La sinistra grida allo scandalo, promette ostruzionismo a oltranza. Ma non appena il governo ritira il decreto, per poi ripresentarne una variante, l’opposizione, a parte l’Italia dei valori, rinuncia all’ostruzionismo e chiede scusa. 1984-2008: dai complimenti all’innominabilità del «capo dello schieramento avversario» sembra che la linea della sinistra, e di Walter Veltroni, nei confronti di Silvio Berlusconi sia sempre stata la stessa: «il baratto non è un fatto, è un sistema di potere, un metodo attraverso il quale la partitocrazia ha ucciso il diritto all’informazione». In questo modo, secondo De Lucia, è stato tolto agli italiani il diritto di conoscere per deliberare, nella totale connivenza dei politici della Prima e della Seconda Repubblica. Dopo Fiat quanto ci costi? Come la grande industria privatizza i profitti e socializza le perdite a spese dei contribuenti (Stampa Alternativa, 2002) e “Siamo alla frutta. Ritratto di Marcello Pera” (Kaos, 2005), ne “Il baratto” De Lucia si scaglia contro la partitocrazia, perché in Italia non c’è stata solo la P2, ma anche il PC, la PVeltroni, la PBerlusconi.

TOMMASO MARTINI


Questi criminali hanno ucciso la democrazia:
HANNO SVENDUTO LA DEMOCRAZIA PER QUALCHE MILIARDO E QUALCHE POSTO RAI.
HANNO DATO AD UN PRIVATO UN POTERE CHE NESSUN STATO DEMOCRATICO CONCEDE AD UN SINGOLO INDIVIDUO, DATO CHE IL RISCHIO E' LA DITTATURA DOLCE, OTTENUTA CON I SOLDI CHE COMPRANO DEPUTATI, GIUDICI, GIORNALISTI, AVVOCATI, ATTRICI, CANTANTI E TUTTI COLORO CHE DIPENDONO DAL PADRONE DI BEN TRE RETI TV A LIVELLO NAZIONALE!!!
E HANNO LA FACCIA TOSTA DI RAPPRESENTARE IL POPOLO, I LAVORATORI, I PENSIONATI, GLI ARTIGIANI!!! MALEDETTI. SIETE SOLO UNA CASTA DI PRIVILEGIATI CHE SFRUTTATE IL POPOLO.
albert.z


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24 luglio 2008

VELTRONI ANTIDEMOCRATICO

 

VELTRONI INCIUCISTA PROCASTA

"Sono convinto che il Presidente Napolitano in tutta la vicenda del cosiddetto 'lodo Alfano' abbia svolto con il consueto equilibrio il suo compito in una fase certamente non facile. Cosi' come penso che, dopo l'approvazione delle Camere, la firma del provvedimento sia stata un atto dovuto". E' quanto afferma in una nota il leader Pd, Walter Veltroni. "Al Presidente nella nostra Costituzione viene riservato in casi come questo - sottolinea - una sola valutazione di 'manifesta incostituzionalita'' del provvedimento. E in questo caso il testo approvato teneva conto di molti dei rilievi di costituzionalita' sollevati dalla Corte in occasione della precedente bocciatura di quello che allora si chiamava lodo Schifani". "Manteniamo questa ferma convinzione sull'operato del Presidente, senza con questo - rileva ancora - rinunciare in alcun modo al nostro giudizio negativo sul lodo Alfano, e anche all'idea che, una materia di questa delicatezza, la maggioranza avrebbe fatto bene ad affrontarla con una legge costituzionale e non con un provvedimento ordinario fatto approvare in maniera tanto frettolosa da apparire autoritaria".

VELTRONI E' PRO CASTA, IL LODO GLI ANDAVA BENE SE MESSO IN COSTITUZIONE!

ABERRANTE!!!


19 luglio 2008

INCIUCIO. STORIA DEL BARATTO

 
INCIUCI DA LONTANO, INCIUCISTA, PEGGIO DI CRAXI, TRADITORE DELLA SINISTRA, Veltroni 19-07-2008 - 00:28

VELTRONI TRADITORE E INCIUCISTA

VEDI VIDEO DEL BOX CON IMMAGINE DI FUNARI IN FRONTE IN ALTO: "VELTRONI TRADITORE DEL POPOLO".

http://it.youtube.com/watch?v=VhCIz0oG_hU

VEDI "IL BARATTO" SU: http://www.sindromedistendhal.com/Cinematelevisione/baratto-de-lucia-televisioni-veltroni-berlusconi.htm

VELTRONI, SEI PEGGIO DI CRAXI. VELTRONI E D'ALEMA DANDO LE TRE RETI TV A BERLUSCONI HANNO DATO A UN PRIVATO, UN INDUSTRIALE, A UN PADRONE IL POTERE DI INFLUENZARE IN MODO DETERMINANTE L'OPINIONE PUBBLICA. NON DIRE CHE NON L'AVEVI CAPITO, PERCHE' ALLORA SEI UN DEFICIENTE!MALEDETTI! CHE DIO VI FULMINI : AVETE TRADITO LA DEMOCRAZIA!!!


11 luglio 2008

NON SI PUO' MENTIRE SEMPRE


http://www.youtube.com/v/W_JHJFkQuGs&hl=en&fs=1"></param><param


10 luglio 2008

Marco Travaglio - La VALANGA di menzogne di Berlusconi

 

 
Marco Travaglio con un ottimo intervento sulle "mille balle blu" di SIlvio Berlusconi. (lo chiamavano Impunità)


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18 giugno 2008

NO A PRIVILEGI FASCISTI

 SCRIVETE AI PARLAMENTARI DELLA LEGA NORD PADANIA


Ill.mo onorevole,
credo proprio che stiate esagerando. State instaurando un regime tipo fascista.

Proibire le intercettazioni per reati sotto i 10 anni ( a parte qualche reato), ritardare molti reati odiosi sotto i 10 anni ( escluso qualche caso), non è fare Giustizia, ma CAOS e INGIUSTIZIA, oltre tutto, per impedire a un uomo politico ( Berlusconi) di essere giudicato, fate una legge chiaramente anticostituzionale.
Se continuate a fare e dare privilegi al solito politico il popolo si ribellerà e prima o poi vi infilzerà con i forconi.
La lega Nord sparirà nell’ignominia generale.

Distinti saluti

Alberto Zennaro

Rovigo


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29 maggio 2008

Scrivete ai parlamentari della Lega Nord.

 

 

Caro On.

Chiedo che non si facciano più leggi a favore di Berlusconi o dei ricchi. No a leggi salva RETE4 che impediscono al legittimo proprietario di usarne le frequenze, o altro.

Chiedo che la prima legge da approvare, riguardante il programma da realizzare, sia il FEDERALISMO FISCALE, altrimenti poi non lo otterrete, o sarà molto annacquato.

Il Federalismo deve prevedere la riduzione a metà dei consiglieri dei vari organi ed enti locali, e il controllo decisionale degli stipendi da parte del Senato federale e non dei singoli organi o enti, concedendo stipendi in media europea, con variazione non superiore al 3%

Il Federalismo fiscale deve assegnare il 12 % delle entrate IRPEF locali ai Comuni, l’1% alle Province( finchè esistono), il 20% alle Regioni. Occorre anche un fondo di solidarietà dotato del 3 % dell'IRPEF.

Naturalmente, potranno avere parte delle altre entrate, provenienti sia da multe, sia pedaggi sulle reti autostradali regionali, parte dell’IVA dai carburanti….

Distinti saluti

Gli indirizzi :

http://www.camera.it/organiparlamentariSM/239/260/10004/documentotesto.ASP?Gruppo=478


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21 maggio 2008

SOLDI DEI CITTADINI IN TASCA AI PARTITI ED AGLI EDITORI

 Per i politici le nostre tasse sono quisquilie, pinzillacchere, mance, disponibilità di spesa a loro totale discrezione. Una frase qui, un piccolo emendamento lì, un’aggiunta e, come per miracolo, si materializzano milioni di euro per i partiti.
Somme sottratte alla sanità, alle famiglie, alla sicurezza, alla scuola. Soldi che spariscono nel nulla.
Bersani prima PCI, poi PDS, quindi DS, poi PD e ora ombra-PDL è un maestro nell’utilizzo occulto dei soldi degli italiani.
Nella legge Bersani del 2006 c’è un codicillo sui giornali di partito. Se prima il partito, per avere i finanziamenti per un giornale, doveva essere presente in Parlamento, dopo, grazie al codicillo, non era più necessario.
Il requisito di rappresentanza parlamentare non è richiesto per le imprese editrici che risultano essere giornali od organismi di partito o movimenti politici che alla data del 31 dicembre 2005 abbiano già maturato il diritto ai contributi”.
Esiste un partito con due giornali, si chiama PD. Bersani aveva messo i contributi al sicuro prima della fusione.L’Unità riceve 6,5 milioni di euro di contributi, Europa 3,6 milioni. In tutto fanno 10,1 milioni di formaggio con i buchi per Topo Gigio. Soldi nostri, tasche loro.
Il codicillo è bipartisan. Riguarda anche i partiti scomparsi dal Parlamento, giornali come il Campanile di Mastella e Rinascita della sinistra e, a causa dell’accorpamento tra Forza Italia e AN, il Secolo d’Italia.
Soru sta comprando l’Unità. Riceverà contributi di 6,5 milioni di euro all’anno? Le nostre tasse faranno parte del suo bilancio?


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21 maggio 2008

BERLUSCONI VUOLE SUBITO UNA LEGGE AD PERSONAM

 Non ha ancora iniziato ad operare (nell’interesse dell’intera nazione come ha giurato davanti al Capo dello Stato), e già nel primo provvedimento che intende adottare sta inserendo una sanatoria che in primo luogo permetterà a lui stesso di sfuggire per l’ennesima volta ai processi che lo riguardano.


E’ una sanatoria che permette a chi è imputato per reati commessi prima del 31.12.2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi per poter valutare se fruire del patteggiamento. Tra le persone a cui si renderebbe applicabile la norma –guarda un po’ – c’è anche lo stesso Berlusconi per il processo che lo vede accusato di corruzione in atti giudiziari nella vicenda dell’avvocato inglese David Mills. La vicenda si riferisce ad una lettera in mano ai magistrati che egli stesso aveva scritto al proprio commercialista, nella quale spiegava la provenienza di 600.000 dollari che l'accusa ritiene siano stati il compenso prezzo per dichiarazioni false in due processi milanesi a carico dello stesso Berlusconi.
Nella lettera al commercialista , datata 2 febbraio 2004, l'avvocato scriveva: "Io mi sono tenuto in stretto contatto con le persone di B. e loro conoscevano la mia situazione. Erano consapevoli, in particolare, di come i miei soci si fossero intascati la maggior parte del dividendo; sapevano bene che il modo in cui io avevo reso la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato momenti difficili, per dirla in modo delicato) avesse tenuto Mr.B fuori da un mare di guai nei quali l'avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo".
E il conflitto d’interessi , gigantesco, continua!


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23 aprile 2008

IL 25 APRILE FIRMATE I REFERENDUM

 Voi siete Beppe Grillo. Ragionate con la vostra testa. Prendete in mano questo Paese. E' il vostro Paese. Non abdicate ai vostri diritti. L'informazione è un diritto. Vi è stato tolto.Per questo siamo ridotti così. Solo atttraverso una libera informazione l'Italia tornerà un Paese libero, bello, splendente come nel Rinascimento. Io ci credo, credeteci anche voi.
Il 25 aprile è un'occasione per dire ai partiti, alle banche, alla Confindustria e a Testa d'Asfalto che in Italia comandano i cittadini. Che l'informazione deve essere al servizio della democrazia, non dei gruppi di potere. I partiti non hanno mai fatto una legge contro il conflitto di interessi. Domandatevi il perchè. Per beneficenza? O perchè con una libera informazione sarebbero spariti TUTTI, TUTTI, il giorno dopo per non farsi prendere a calci nel culo dagli italiani.
In alto i cuori. IIl 25 aprile in 400 città italiane ci sarà la raccolta delle firme per i referendum per una libera informazione in un libero Stato. No all'ordine corporativo dei giornalisti, al finanziamento pubblico di un miliardo di euro all'anno all'editoria, alla legge Gasparri sulle radiotelevisioni. 400 città con musica, informazione, giovani e vecchi per una giornata di festa. Il 25 aprile prendete la pillola rossa.


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12 aprile 2008

Ricchi sempre più ricchi e poveri in aumento

 

Da circa 20 anni i politici e gli economisti hanno detto: lasciate che l’economia sia fatta dal MERCATO. Con la globalizzazione i vari economisti liberisti europei e americani teorizzavano un proficuo scambio di merci con vantaggi reciproci. Il guaio è che le condizioni e i costi di lavoro dei lavoratori, nei vari paesi di produzione, sono molto diversi e molte aziende europee, per non chiudere, hanno dovuto portare gli impianti di produzione in Cina, India e altri paesi in cui la manodopera costa un decimo di quella europea.

Inoltre il costo del petrolio sempre crescente, l’aumento dei consumi delle materie prime, dei cereali, ha creato una spirale in cui i prezzi hanno avuto un aumento vertiginoso. Mentre quelli che potevano alzare i prezzi di vendita nei vari passaggi non hanno avuto grossi problemi. I consumatori, specie in Italia,che subivano i rialzi, non hanno avuto aumenti di reddito per vari motivi. La concertazione degli anni ’90, adottata fino al 2000, è stata abbandonata. I sindacati, si sono dovuti impegnare per salvaguardare i posti di lavoro minacciati dalla delocalizzazione.

La colpa maggiore risiede, però, nel dominio dei mass media in mano alle organizzazioni dei padroni, ( Confindustria, Associazioni di piccoli e medi industriali) che riuscivano a diffondere le ragioni padronali e dei venditori. Un po’ alla volta, nel giro di 7 anni, i prezzi sono raddoppiati, mentre gli stipendi e pensioni restavano pressoché fermi. Il governo Prodi ne ha preso coscienza troppo tardi e poco ha fatto per invertire la tendenza, così operai, impiegati e pensionati, con le stesse entrate del 2001, non possono più acquistare tutti quei beni che acquistavano prima, ed è quindi calata la crescita del PIL.

I poveri sono quindi aumentati. Si calcola che ormai, in Italia siano almeno 20 milioni, rappresentati, oltre che da disoccupati, da pensionati e lavoratori dipendenti precari e lavoratori stabili ma dai lavori di scarsa abilità intellettiva e agricoltori con piccoli appezzamenti di terreno che una volta vivevano dignitosamente.

Le altre categorie, lavoratori autonomi, artigiani, grossisti, commercianti, liberi professionisti ( specialmente i dentisti e i notai), industriali, banchieri, finanzieri, gestori di servizi privati per il pubblico, come proprietari di case di cura, o gestori di Autostrade, o di Telefoni, al contrario hanno aumentato i loro già consistenti guadagni. Le liberalizzazioni sono state più che altro delle privatizzazioni, con licenziamenti di migliaia di dipendenti, che hanno dato un calo dei costi, ma che il consumatore non se ne è accorto in quanto quasi tutti i prezzi sei servizi sono saliti. Oggi in Italia siamo nelle stesse condizioni, le classi dei venditori e prestatori si servizi autonomi, ha alzato troppo i prezzi e hanno messo in grossa difficoltà i lavoratori dipendenti e i pensionati.

I politici, da vari anni, hanno lasciato che tutti i lavoratori indipendenti potessero decidere liberamente delle loro parcelle, del costo dei loro servizi senza controllare se le loro richieste erano eque. (In Italia abbiamo anche altre cose vergognose come tutte quelle fattucchiere, cartomanti e vari oroscopari, chiamati in tutte le trasmissioni a ingannare la gente, che si arricchiscono fregando il popolo con la complicità dei politici.) Le liberalizzazioni di Bersani non hanno prodotto gli effetti sperati, spesso sono state disattese in quanto erano senza sanzioni per chi non le rispettava. ( Molto strano che queste leggi non avessero sanzioni!)

Il politico che maggiormente ha sostenuto la tesi della assoluta libertà del mercato è stato chiaramente Berlusconi, specie in occasione dal passaggio dalla lira all’euro, e continua ad esserlo ancora con il Partito delle libertà, che sta significativamente a dire che vogliono essere lasciati liberi di arricchirsi ulteriormente, a spese delle altre classi sociali.

Mi viene in mente una situazione che è emblematica di questa libertà di alzare i prezzi a spese dei consumatori. In Colombia esiste una grande laguna dove vivevano felici i pescatori in un certo numero. Fin che c’era equilibrio tra pescatori e pesci tutto andava bene, ma poi quando i pescatori aumentarono troppo la laguna fu sfruttata troppo pescando anche i pesci immaturi, cioè prima che potessero riprodursi in sufficiente quantità. Tutti si lamentano, ma nessuno mette un regolamento per lasciare che i pesci crescano e per controllare il numero dei pescatori in modo che la cosa non si ripeta.

Ancora nessuno ha deciso di regolamentare in maniera equilibrata il rapporto tra venditori e consumatori, tra banchieri e clienti, tra dentisti e pazienti. Le organizzazioni dei consumatori sono deboli e i partiti sono pieni di amici dei produttori dei venditori e dei banchieri. L’unico che è sceso in campo per difendere i consumatori è Bruno De Vita, presidente dell'ABUSDEF, con il suo Partito: Unione Democratica per i Consumatori, ma quasi nessuno lo ascolta.

Bruno De Vita, dice proprio che è inutile la corsa tra l’aumento dei prezzi e l’aumento dei salari e pensioni, senza un controllo di come si fanno i prezzi. Occorre fare una legge in modo che in ogni passaggio il venditore deve mettere sul cartellino di vendita del suo prodotto due prezzi: IL PRIMO E’ IL PREZZO CHE LUI HA COMPRATO IL PRODOTTO, IL SECONDO E’ IL PREZZO DI VENDITA AL CONSUMATORE DEL PRODOTTO. Senza questa importantissima regola, ogni altro provvedimento è vano e svanisce nel tempo, anche a breve, facendo,anzi crescere ulteriormente l’inflazione. Inoltre la costruzione del prezzo del petrolio va rivista, ma in questo campo occorre un’azione politica internazionale, e ciò è molto difficile.


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4 aprile 2008

LA CONFESSIONE DI SILVIO BERLUSCONI

 

(DA LEGGERE ATTENTAMENTE!!)
Berlusconi: 'Signor parroco, mi vorrei confessare

Parroco: 'Certo figliolo, qual'è il tuo nome?'
Berlusconi: 'Silvio Berlusconi, padre.'
Parroco: 'Ah! Ah! Il presidente del Consiglio!?'
Berlusconi: 'Si, padre.'
Parroco: 'Ascolta, figliolo, credo che il tuo caso richieda una competenza superiore. E' meglio che tu ti rechi dal Vescovo.'
Così Berlusconi si presenta dal Vescovo, chiedendogli se può confessarlo.
Vescovo: 'Certo, come ti chiami?' Berlusconi: 'Silvio Berlusconi'
Vescovo: 'Il presidente del Consiglio? No, caro mio, non ti posso confessare: il tuo è un caso difficile. E' meglio che tu vada in Vaticano.'
Berlusconi va' dal Papa. Berlusconi: 'Sua Santità, voglio confessarmi.'
Papa: 'Caro figlio mio, come ti chiami?'
Berlusconi: 'Silvio Berlusconi'
Papa: 'Ahi! Ahi! Ahi! Figliolo! Il tuo caso è molto difficile per me.
Guarda qui, sul lato del Vaticano c'è una cappella. Al suo interno troverai una croce. Il Signore ti potrà ascoltare.

Berlusconi, giunto nella cappella, si rivolge alla Croce: 'Signore, voglio confessarmi.'
Gesù: 'Certo, figlio mio, come ti chiami?'
Berlusconi: 'Silvio Berlusconi.'
Gesù: 'Ma chi? Il Presidente del Consiglio?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'L'ex amico di Craxi ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'L'inventore dello scudo fiscale per far rientrare dalle isole Cayman e da Montecarlo tutti i soldi che i tuoi amici hanno sottratto al fisco ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'L'amico dei Neo-Fascisti e Neo-Nazisti, particolare che si è dimenticato di riferire al Congresso americano ?'
Berlusconi: 'Ehm... si, Signore.'
Gesù: 'Quello che ha abbassato dell'1% le tasse dirette e costretto comuni/province/regioni ad aumentare le tasse locali del 45% per tenere aperti asili, trasporti, servizi sociali essenziali ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha ricandidato 13 persone già condannate con sentenza passata in giudicato?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha modificato la legge elettorale in modo che siano le segreterie di partito a scegliere gli eletti e non più i cittadini ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha omesso qualsiasi controllo sull'entrata in vigore dell'Euro permettendo a negozianti e professionisti di raddoppiare i prezzi in barba a pensionati e lavoratori a reddito fisso ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha abolito la tassa di successione per I patrimoni miliardari e subito dopo ha cointestato le sue aziende ai figli?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha quadruplicato il suo patrimonio personale e salvato le sue aziende dalla bancarotta da quando è al governo e che dice che è entrato in politica gratis per il bene degli italiani?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha epurato dalla RAI I personaggi che non gradiva?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha fatto la Ex-Cirielli, la Cirami e la salva-Previti ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha fatto una voragine nei conti dello stato e ha
cambiato 3 volte ministro del tesoro ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha dato, a spese degli italiani, il contributo per i decoder digitale per permettere al fratello di fare soldi con una società che li produceva ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che depenalizzato il falso in bilancio ed ha introdotto la galera per chi masterizza I DVD ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha permesso alla Francia di saccheggiare la BNL e si è fatto prendere a pesci in faccia quando ENEL ha tentato di acquisire una società francese ?'
Berlusconi: 'Ehm... sono sempre io, Signore.'
Gesù: 'Figlio mio, non hai bisogno di confessare. Tu devi solamente ringraziare.'
Berlusconi: 'Ringraziare???? E chi, Signore?'
Gesù: 'Gli antichi Romani, per avermi inchiodato qui. Altrimenti sarei sceso e t'avrei fatto un CULO COSI'!!!


3 aprile 2008

IL POTERE IN ITALIA

 


Il potere economico è nelle mani delle banche e degli imprenditori.

I partiti sono finanziati dalle banche e dagli imprenditori, quindi il potere politico è nelle mani delle banche e degli imprenditori.

Propongo di ABOLIRE E RENDERE ILLEGALI I FINANZIAMENTI PRIVATI, ECCETTO LE TESSERE.


LE BANCHE ERANO STATE PRIVATIZZATE AFFERMANDO CHE SI SAREBBERO FATTE CONCORRENZA E QUINDI I CONSUMATORI AVREBBERO PAGATO MENO.

E' AVVENUTO IL CONTRARIO: LE BANCHE SI SONO MESSE D'ACCORDO A SFRUTTARE I CITTADINI.

PROPONGO LA NAZIONALIZZAZIONE DELLE BANCHE



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12 marzo 2008

Calo del PIL

 Il PIL sta calando al livello di 0,6 annuo. La colpa è del prezzo del petrolio e quindi del gasolio.
O si fa qualcosa a livello internazionale per neutralizzare la speculazione che porta il petrolio alle stelle o il governo deve diminuire le tasse sul GASOLIO, in modo che i costi di produzione dei prodotti ittici e della agricoltura siano contenuti. Inoltre, bisogna  evitare che aumenti il gasolio per tenere fermi i prezzi dei trasporti, altrimenti tutti i prodotti aumenteranno, dato che per trasportarli si usa il gasolio. Il governo deve agire immediatamente  riducendo le tasse sul gasolio almeno al livello della Spagna: 0,30 euro al litro. Se non lo farà ci sarà una crisi dei consumi.


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7 marzo 2008

Il partito dei consumatori e dei cittadini

 

 

Il partito dei cittadini : Unione Democratica per Consumatori  ( UDpC )

http://unionedemocratica.italiavota.it/index.php?option=com_easybook

C'E' UN PARTITO NUOVO: UNIONE DEMOCRATICA  per CONSUMATORI ( UDpC )

QUESTO PARTITO GUIDATO DA BRUNO DE VITA, BORDON E MANZIONE  CURA GLI INTERESSI DEI CONSUMATORI.

 

Grazie all'azione parlamentare pressante dei Senatori di Unione Democratica per i Consumatori, Willer Bordon e Roberto Manzione, al termine della XV legislatura il Governo Italiano ha inserito nella Legge Finanziaria 2008 (all’art. 2, comma 445, 446 a 449) la "Class Action".

La "Class Action" è un'azione collettiva, ovvero un'azione legale condotta da uno o più soggetti che, membri della classe, chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti ultra partes per tutti i componenti presenti e futuri della classe. Gli altri soggetti della medesima possono chiedere di non avvantaggiarsi dell'azione altrui (esperendone una propria) esercitando l'opt-out right, oppure possono rimanere inerti avvantaggiandosi dell'attività processuale altrui che avviene sulla base del modello rappresentativo. Con l'azione rappresentativa (class actions) si possono anche esercitare pretese risarcitorie per esempio nei casi di illecito plurioffensivo, ma lo strumento oltre alle ben note funzioni di deterrenza realizza anche indubbi vantaggi di economia processuale e di riduzione della spesa pubblica .

L'azione rappresentativa è il modo migliore con cui i semplici cittadini possano essere tutelati e risarciti dai torti delle grandi aziende e delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole avrà poi effetto o potrá essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell'identica situazione dell'attore.


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